Portici, Antonio Letizia: «Domani gara tosta, ma c'è adrenalina. Emozionante essere punto di riferimento per la squadra»

Portici, Antonio Letizia: «Domani gara tosta, ma c'è adrenalina. Emozionante essere punto di riferimento per la squadra»

Verso Portici-Real Grazzanise, 31ª giornata di Eccellenza Campana - girone A - in programma al San Ciro, Antonio Letizia, attaccante azzurro, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del club, in primis tornando brevemente sulla gara di Aversa contro il Gladiator: «È stato forse il risultato più giusto per la corsa playoff. Non hanno allungato, e a noi la sconfitta dell'Ercolanese è andata di lusso», ha esordito l'ex Foggia, Melfi e Puteolana tra le altre.

Il subentro di Francesco Coppola sulla panchina ha segnato un momento di svolta specialmente sotto il profilo mentale: «Il mister ci ha dato quella serenità che ci serviva. È una persona che ascolta e accetta consigli confrontandosi spesso con la squadra. Ha capito che io e Sarno siamo qui per aiutare i ragazzi a crescere», specifica l'attaccante classe 1987. «Adesso i loro atteggiamenti sono diversi nei nostri confronti: sanno che noi abbiamo quasi smesso ma che possiamo ancora dare tanto nel calcio. Giocatori come Visciano, De Biase e Amoriello possono fare il salto in avanti; la nostra esperienza può aiutarli. Coppola ci ha dato il giusto input per capire che tutti siamo indispensabili e che ognuno può dare un contributo importante, e questo vale in ogni categoria, dalla Promozione alla A».

E Letizia è ben consapevole dell'apporto che i più grandi possono dare in un gruppo squadra giovane: «Avverto un senso di responsabilità nei confronti dei ragazzi, ci seguono di più. Questo è emozionante perché a questo punto della carriera sto capendo cosa volevano dirmi i più grandi quando ero io ad ascoltare», dice il falso nove. «Oggi sono fiero e consapevole di poter dare ancora tanto al calcio, e di essere un punto di riferimento. Non è il calcio a servire a noi, ma siamo noi a servire il calcio».

Questo gli è permesso anche dagli ultimi anni in cui ha ritrovato la migliore forma fisica: «Negli ultimi anni ho avuto qualche problema al ginocchio e al soleo, e non sempre trovi delle società capaci di gestire infortuni più delicati. A Melfi prima e a Portici ora sono tornato a star bene, perché hai uno staff sempre a disposizione che ti permette di mettere in pratica le giuste terapie», sottolinea Letizia. «Non è un caso se Sarno contro il Galdiator fa 90'. Non sarebbe stato possibile senza le persone giuste in grado di monitorare il tuo corpo. In queste categorie non solo è importante, ma fondamentale. In una società come il Portici rimarrei e potrei fare altri due o tre anni di calcio, divertirmi ancora». 

Sul ruolo negli undici e il salto in avanti della squadra: «Mi trovo a mio agio avendo vicino un attaccante con caratteristiche diverse attorno a cui posso divertirmi, ma mi è già capitato di fare il falso nueve a Matera, a Reggio Emilia e a Cosenza. Simonetti lo svolge bene, anche se forse mi avvicino di più a quelle caratteristiche. Sto lì per dare una mano alla squadra e far sì che certi calciatori possano mettersi in mostra per altre categorie. Mi piace fare a sportellate con le difese perché il calcio è in primis contatto fisico». I progressi di squadra, in più, sono sotto gli occhi di tutti: «Questa squadra è diventata più consapevole di cosa fare in campo. Anche se ci sono giocate individuali o emergono le qualità dei più esperti, se fai sei vittorie di fila non è un caso. Cerchiamo sempre di chiuderla nel primo tempo, ma se non ci riusciamo la porteremo alla fine e troveremo un modo per conquistare i tre punti». 

Domani il testa a testa col Real Grazzanise di mister Amorosetti: «Sarà una gara tosta, ma in queste gare c'è più adrenalina. Sono squadre che vivono anche per il punticino, perché devono salvarsi. Quando possono ci verranno a colpire, ma faranno compattezza perché sanno la qualità della nostra squadra. Trovare l'imbucata non sarà semplice». Infine, sulla corsa ai playoff: «Possiamo dire la nostra e anche vincerlo, siamo una mina vagante. Sarebbe ancor più bello perché non tutti se lo aspetterebbero». Poi, la chiusa sulla sua carriera: «Dalla C in giù ho vinto tutto, mi manca vincere il campionato in Eccellenza. Sarebbe una bella ciliegina sulla torta della mia carriera». 

| A cura di Marco De Luise 

| Grafiche di Alfredo Russo 

 

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