Portici, Coppola: «Ci attende la gara più bella dell'anno. Pronti al dentro o fuori"

Portici, Coppola: «Ci attende la gara più bella dell'anno. Pronti al dentro o fuori"

Alla vigilia dell’ultima sfida stagionale Francesco Coppola, allenatore del Portici, ha presentato il confronto con il Santa Maria La Carità. La sfida del Comunale è il più classico dei dentro o fuori, e vale la certezza di un posto ai prossimi playoff di Eccellenza campana. “Abbiamo preparato la gara come tutte le altre, conosciamo ormai da tre mesi il peso decisivo che assumono certe tappe di stagione. La grande concentrazione è accompagnata anche da tanta serenità: è la partita più bella dell’anno”, ha esordito l’allenatore vesuviano. 

Rispetto alla gara col Pomigliano c’è una novità su tutte: “Recuperiamo Amoriello che ha smaltito la squalifica”. E quella che attende gli azzurri, in confronto all’ultima del San Ciro, in prospettiva si palesa una sfida diversa: “Ci sono una serie di risultati che devono incastrarsi, ma affrontiamo una squadra che può ancora dire la propria in chiave salvezza. Ci sarà sicuramente maggiore intensità, sarà partita vera”, sottolinea il tecnico. “C’è magari un pizzico di tensione in più, ma sono gare che aiutano i ragazzi a conoscere di più il calcio”.
Sull’approccio che c’è da aspettarsi dalla squadra allenata da mister Fiume: “Ci si fa sempre un’idea ad inizio settimana, magari ci aspetteranno di più per colpire in ripartenza. A noi tocca essere sereni senza nervosismi, capire quando c’è da tenere palla e quando accelerare”, dice Coppola, che deve fare i conti con le problematiche fisiche già note. “Possiamo giocare con qualsiasi sistema di gioco, ma sono le interpretazioni a fare la differenza. La squadra dovrà essere brava a leggere i momenti dell’incontro”. 

Pochi dubbi, poi, sull’undici titolare: “A differenza delle scorse gare, stavolta i ragazzi già conoscono chi scenderà in campo. Voglio che diano il massimo e che si preparino al meglio per questo finale di stagione”. Dal 28 gennaio Coppola si è ritrovato a dover operare in maniera diversa a stagione in corso: “Quando sono arrivato la squadra era mentalmente abbattuta, s’è dato spazio a lavorare principalmente sotto l’aspetto mentale, ma c’è differenza con un lavoro che puoi svolgere da inizio stagione. Con un lavoro diverso ci saremmo certamente divertiti di più. Futuro? Penso solo al Santa Maria la Carità. Dovessimo raggiungere questo obiettivo, avremmo fatto in undici partite il massimo”. 

E in caso di playoff: “Siamo costretti a vincere, se ci dovessimo arrivarci potremmo divertirci. Gli stimoli vengono da sé, adesso c’è bisogno di mantenere un certo equilibrio fisico. Non sarebbero felici di affrontarci. Vediamo che succede, intanto Visciano e Letizia continuano a lavorare per rientrare in gruppo. Eventualmente - conclude l’allenatore - sarebbero arruolabili per la semifinale playoff del 3 maggio”. 

| A cura di Marco De Luise 
| Grafiche di Alfredo Russo
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