Portici, Coppola: "Felice per il traguardo playoff, per me un punto di partenza. Ce li giocheremo con personalità"

Portici, Coppola: "Felice per il traguardo playoff, per me un punto di partenza. Ce li giocheremo con personalità"

La vittoria contro il Santa Maria, la numero nove da quando è seduto sulla panchina azzurra, ha permesso a Francesco Coppola di festeggiare un traguardo inimmaginabile fino a tre mesi fa. Un Portici più compromesso nella mente e negli obiettivi ha incanalato un filotto di risultati utili - tra cui le imprese di Forio e di Caivano - che hanno confermato i meritati playoff.
La società di Gianluca Passeggio si giocherà tutte le proprie carte a disposizione per provare l'impresa più difficile: battere Gladiator e Caivanese, provare a sognare in grande. "Sono estremamente felice per tutte le componenti che hanno raggiunto il traguardo. E forse lo sono di più per il primo anno del presidente Passeggio e del Direttore perché vivo tutto come un punto di partenza", ha esordito Coppola. "Non posso permettermi di sentirmi già arrivato, ci sarebbe qualche problema (ride, ndr). In alcune partite avrei potuto far meglio, arrivare meno con l'acqua alla gola all'ultima partita. Mi porto un bagaglio d'esperienza importante, che in futuro mi aiuterà. Non poteva esserci un miglior punto di partenza". 

Contro il Santa Maria è stata la partita più difficile da reggere: "Quando ho visto che il pallonetto di De Biase non è entrato ho pensato ci fosse qualcosa che non andava. Sul rigore di Mosca eravamo sbilanciati, ma nel finale Sparavigna ha fatto un gran gol, il terzo consecutivo. Sul due a due ho pensato che l'avremmo vinta, Letizia ha le caratteristiche per quelle girate di testa, sai che la sua frustata può dare fastidio: sono felice per il gol di Simonetti. Con Di Paola, Sarno, Simonetti, De Biase e Letizia ho pensato che qualcosa dovesse succedere". 

Nessun rimpianto sulla preparazione della gara: "Rifarei le stesse scelte, ci ha sorpreso il loro vantaggio. Quando ho visto come si abbassavano ho pensato che avremmo trovato difficoltà nel trovare spazi, sull'eventuale zero a zero all'intervallo sapevo che nella ripresa si sarebbero creati più spazi e avrei comunque inserito De Biase". Complici le regole relative agli under, il cambio over-over era inevitabile: "Ho pensato che con gli spazi più dilatati fosse meglio lasciare Di Paola e togliere Liberti, avremmo avuto più qualità in fase offensivo". E adesso gli spareggi playoff, a cui il Portici ci arriva con consapevolezza: "Il bello viene adesso, ci arriviamo con la spensieratezza che ci ha sempre contraddistinto. Recuperiamo Visciano e Letizia, due pedine fondamentali". 

Inevitabile pensare più in grande: "Siamo una squadra forte, col cruccio di non avere tutta la rosa a disposizione a causa di qualche infortunio di troppo. Certamente sarebbe stato meglio arrivarci più pronti, qualche acciaccato c'è. Tuttavia sarei più preoccupato se fossi il Gladiator, perché veniamo da undici risultati consecutivi", afferma Coppola. "Con quelle davanti abbiamo sempre vinto, fatta eccezione per il pareggio proprio contro il Gladiator. Hanno a disposizione il doppio risultato, ma su 120 minuti voglio una prestazione da Portici. Questo è quello che spero che accada, poi è chiaro che il calcio è fatto di episodi". Forse una questione di sensazioni diverse: "Siamo abituati al dentro o fuori, hanno avuto un percorso diverso che ha tolto un po' di adrenalina. L'importante è la prestazione, che si vada a giocar lì con la personalità che ci contraddistingue". 

In conclusione, sul cercare di tenere la testa in partita senza innervosirsi: "Rimanere con presenti con la mente alla gara, indipendentemente dall'obiettivo, è uno step che una squadra deve raggiungere. Non tutti sono abituati a giocare spesso queste partite, ma è un aspetto che va attenzionato. Contro il Gladiator sarà su 120 minuti, quindi ci sarà da confrontarsi con i ragazzi, mantenere calma, pazienza e serenità. Questo ti permette - chiude Coppola - di mantenere prestazioni e identità, indipendentemente dal risultato". 

| A cura di Marco De Luise 
| Grafiche di Alfredo Russo 


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