Portici, Coppola: “Prestazione di spessore. Il finale? Mai voluto abbandonare il campo”

Portici, Coppola: “Prestazione di spessore. Il finale? Mai voluto abbandonare il campo”

Dopo l'impresa contro la Caivanese, ennesima conferma delle qualità di un Portici che ha affrontato ad armi pari le prime della classe, l'allenatore azzurro, Francesco Coppola, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della società. Il tre a due, ventesima rete stagionale di Vincenzo Sarno, ha permesso alla formazione vesuviana di sorpassare nuovamente l'Ercolanese e riprendersi un quarto posto che varrebbe il ticket dei playoff. “Nelle tre settimane di sosta dovevamo sfruttare il tempo per rimetterci a posto, invece siamo inciampati in tre difficoltà: l'infortunio di Esperimento, il problema al polpaccio di Letizia e le condizioni fisiche più difficili di Sarno e Navas. La preoccupazione principale era legata al mettere in conto anche eventuali soluzioni alternative", ha esordito Coppola. “Ma quando li ho visti fare rifinitura ho pensato che avremmo fatto una buona garaI primi venti minuti sono stati fatti benissimo sotto il profilo della personalità. In quel momento, in casa della seconda, ho capito che questo gruppo sta acquisendo certezze”. 

L'allenatore, all'esordio in Eccellenza, è subentrato lo scorso 28 gennaio: “Non è passato molto tempo, per cui mi preme sottolineare che non è semplice. Un conto è se lavori in cinque o sei mesi, un conto è se lo fai in due mesi e mezzo, andando a lavorare in primis sull’aspetto delle motivazioni e della testa. Abbiamo lavorato su quei due o tre elementi che ti fanno la differenza e ti permettono di andare avanti. La prestazione ha messo in evidenza tutto ciò che c'è di buono e tutto ciò che è ancora fragile. Gli errori? Se chiedi al portiere di giocare sempre la palla, su cinquanta volte che ci provi, metti anche in conto di poter sbagliare una volta. Mi sarebbe dispiaciuto perdere per quell'errore, ma sono rischi che metti in preventivo”, specifica il tecnico. "I ragazzi hanno fatto una grande partita sopperendo alle assenze. Sabato sarà ancora più difficile perché, oltre alle difficoltà fisiche, ci si mettono gli squalificati. L’unica certezza è che dobbiamo essere sempre consapevoli di quello che dobbiamo fare in campo, cadendo in piedi, senza essere rinunciatari, tenendo presente che il gol puoi prenderlo in ogni momento. In avanti un po’ di ansia c’è stata, avevano un reparto offensivo molto fisico, ma non ho avuto la sensazione di rischiare molto. Ho trovato una squadra in confusione totale specialmente nei primi venti minuti di gioco”.

E ancora sulla partita: “L’errore può starci, a maggior ragione se un calciatore è abituato a giocare a calcio con questa identità. Sono gare di crescita e bagaglio culturale per chi ha ancora poca esperienza in questi momenti di stagione. Navas?
Per me è un difensore centrale di una difesa a tre, è perfetto in un contesto di una squadra che vuole palleggiare”. Ma per Coppola ci sono ancora ampi margini di miglioramento: “Si può fare sempre molto meglio, ma c’è bisogno di tempo. In un’altra situazione un gol come quello del pari non lo prendi, specie se gestisci meglio le distanze. Quando si sale insieme e perdiamo palla, siamo già più vicini alla riconquista. Quando sbagli in questa gestione e ti allunghi si aprono spazi, e calciatori come Filosa fanno male”. Infine, chiuso il capitolo partita, c’è Visciano: “Ha grande potenziale per avere un percorso importante, la sua prestazione è più che sufficiente. Col tempo può imparare ancor di più a capire quando portar palla e quando giocare a due tocchi”.

Inevitabile, poi, parlare della confusione totale di fine gara: “Non ho mai visto nulla del genere. In circostanze di questo tipo dev’esserci contemporaneità, e ad un certo punto c’è da fischiare la fine. L’unica cosa a cui ho pensato è stata non prendere il terzo gol”. E in merito a quanto sostenuto dalla Boys Caivanese, sulla volontà di abbandonare il campo, Coppola specifica: “Non ho mai visto una squadra che si sta giocando i playoff fuori casa, vincere e non voler continuare a giocare. Noi volevamo giocare: come può una squadra che sta vincendo tre a due rinunciare a giocare a tre minuti dalla fine? Una considerazione di questo tipo non ha alcuna logica che regge”.

| A cura di Marco De Luise
| Grafiche di Alfredo Russo 

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