Portici, Sansone si presenta: "Mi gioco tutto me stesso. Qui un'identità che parte dall'alto"
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Qualche giorno fa il Portici 1906 ha ufficializzato il nuovo Direttore sportivo. Salvatore Sansone è pronto a ripartire dalla piazza ai piedi del Vesuvio dopo l'esperienza si Santa Maria Capua Vetere. E non c'è voluto molto per capire che ci fossero tutti i presupposti per far sì che il matrimonio sportivo con il club di Gianluca Passeggio potesse avere risvolti positivi: "Con il presidente ci siamo conosciuti durante l'anno, anche per l'amicizia che mi lega a Stefano Vampore tra consigli personali e opinioni lavorative. Ho da subito stimato il lavoro che è stato svolto per ricostruire il Portici la scorsa estate, e quando ci siamo incontrati mi sono innamorato sportivamente e lavorativamente della progettualità e delle idee societarie", ha esordito il nuovo Ds azzurro. "Mi è bastato un giorno per convincermi a firmare".
Sansone eredita il buon lavoro svolto da Vampore, che getta una base già solida da cui poter continuare a costruire: "Vengo da esperienze come Quarto e Gladiator. Santa Maria Capua Vetere può essere gioia e dolori, e quando sono arrivato dopo la retrocessione c'è stato un lavoro importante volto a ricostruire una certa credibilità sportiva e tecnica. Non è stato facile, c'è stato un lavoro enorme per far sì che si rispecchiasse la giusta ambizione dei tifosi del Gladiator", ricorda il Ds riavvolgendo il nastro delle ultime stagioni in Eccellenza. "A Portici ho una grande fortuna, che questa cosa è già stata scavalcata, grazie al lavoro del Presidente, di Stefano (Vampore, ndr) e di Francesco Coppola, che nell'ultima scia ha dato una identità al progetto sportivo della squadra. Ricordiamoci che il Presidente dà un'impostazione, il Direttore un'altra, ma se non c'è un allenatore che lavora in un certo modo non c'è l'indotto per tutti i sacrifici fatti dalle altre parti in gioco. Mi reputo fortunato, c'è una situazione già avviata su cui si andrà a lavorare per fare il prossimo step".
Gli stimoli ci sono tutti, la sfida è già alle porte: "Mi gioco tutto me stesso, sono il primo a voler salire in D. Se questo sano egoismo c'è anche collettivamente fa bene a tutto l'ambiente. Ho da ripagare la fiducia di un presidente con cui la trattativa s'è chiusa in 48 ore: una situazione così genera un entusiasmo importante. Questo è un ambiente pulito, ho trovato un Gianluca Passeggio tifoso. Sportivamente parlando mi innamoro, perché se non c'è questo presupposto di base è più difficile raggiungere certi obiettivi", premette Sansone. "Gli stimoli si trovano guardando a Portici come una piazza importante a cui dare tutto, qui tutti si giocano sé stessi investendo economicamente, umanamente e sportivamente. Quando vedi che tutti remano dalla stessa parte, lo stimolo viene da sé". "Tutti possiamo sbagliare, dal Presidente che sbaglia un investimento all'allenatore che sbaglia una scelta tecnica, ma se c'è un valore umana non ci si ferma al problema e si punta alla soluzione. Quando ci sono questi presupposti e questo spessore umano, entusiasmo e presa di responsabilità vengono in automatico", sottolinea il Direttore sportivo. "Quando ho firmato ho specificato che non hanno contrattualizzato non solo un Direttore, ma un altro tifoso del Portici, che penserà a questa società h24".
L'obiettivo è già chiaro nella mente di Sansone: "Sono attento ai dettagli da un punto di vista sociale, fisico ed economico. Ogni dettaglio può fare la differenza, cambiare una trattativa o un modo di comunicare; una frazione di secondo può cambiare ogni circostanza". Infine, sulla progettualità su cui si andrà a lavorare, tenendo presente che il Portici si sta costruendo su una precisa identità e su un preciso modo di intendere il calcio: "La società si sta costruendo su dei concetti e su dei principi di un calcio che oggi potrebbe essere sopra la media per la categoria. Per arrivare a determinati obiettivi, settimana per settimana, c'è bisogno di una predisposizione mentale. C'è chi ascolta, ma magari non tutti riescono a calarci nella mentalità tattica. In primis ci sarà bisogno di scegliere calciatori che sappiano ascoltare la mentalità dell'allenatore, per calarsi nella mentalità di un'intero sistema. Il tutto combinato con un potenziale fisico e atletico medio-alto, e un potenziale tecnico con determinate qualità in gran parte dei ruoli, come ha specificato il mister recentemente", specifica Sansone. "Magari qualche profilo che ha già vinto in Eccellenza o fatto bene in D può starci, ma non è una regola fissa. Un calciatore può avere qualità, ma deve avere in più una certa predisposizione mentale nell'assorbire quanto si sta costruendo. La valutazione viene comunque fatta sul collettivo, un collettivo fatto di calciatori che possano capire subito l'identità che, tecnicamente e tatticamente, Portici vuole dare". E, in conclusione: "Questa cosa parte dall'alto, il presidente ci ha chiesto una squadra di identità. Il calcio può essere fatto in tanti modi, ma ognuno di noi ha una tendenza, e la squadra dovrà avere questa identità dalla testa ai piedi".
| A cura di Marco De Luise
| Grafiche di Alfredo Russo