Portici, Sarno: "Mai esultato con così tanta passione. Annata straordinaria"
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Vincenzo Sarno, attaccante del Portici, s'è raccontato in un'intervista ai microfoni della società, ritornando sulla vittoria di Cardito contro la Boys Caivanese e lanciando un messaggio chiaro alla squadra in vista delle ultime due sfide di campionato (Pomigliano e Santa Maria la Carità) in rotta playoff. "Ho sempre detto che, anche quando le cose non andavano come stanno andando ora, ho sempre creduto in questo gruppo. Anche quando sto in campo osservo molto, anche se stare fuori e subentrare è difficile perché si soffre di più, impazzisco (ride, ndr). Come abbiamo visto tutti, c'è solo da fare dei complimenti a questi ragazzi perché stanno facendo un'annata straordinaria che non valorizza ancora del tutto il potenziale che c'è", esordisce l'ex Foggia. "Conosco le difficoltà che abbiamo affrontato da inizio anno e che stiamo ancora affrontando, e a maggior ragione dico che c'è da fare un grande applauso al lavoro che stanno facendo tutti".
Da un calcio di rigore sbagliato col Real Grazzanise al gol decisivo per riprendersi in mano il destino, è un'altalena di emozione che porta la cifra di venti reti stagionali: "Tanti calciatori che conosco e con cui ho giocato, molti dei quali hanno calcato i campi di serie A, mi conoscono: non ho mai esultato con così tanta passione come sta accadendo in maniera spontanea quest'anno. Ho un rapporto viscerale col gruppo, mi sento come un padre, insieme a qualche altro ragazzo che mi fa da spalla. Quindi - specifica l'attaccante - mi sento più responsabile. Quando ho sbagliato il calcio di rigore, nonostante ne abbia segnati altrettanti decisivi, sono stato male due-tre giorni. Mi sentivo responsabile di aver tolto due punti alla squadra. Vorrei e voglio regalare con tutto me stesso questa soddisfazione a tutto l'ambiente Portici". Un'esultanza, quella di Cardito, che sa di liberazione: "Venivo da tre settimane difficili, doveva essere un ripristino ed è stato peggio di come ci si aspettava. Hanno avuto problemi fisici giocatori importanti, e ne abbiamo alcuni come Visciano in dubbio. Dobbiamo ancora di più fare gruppo e portare a casa la partita di sabato, per poi pensare all'ultima. Adesso è tutto nelle nostre mani".
Superato l'ostacolo Caivanese, il difficile viene adesso: "La prima esperienza da professionista l'ho fatta a 16 anni, 22 anni fa, ho un bel po' d'esperienza. Dico sempre che la prossima è sempre la più importante. Quello che abbiamo fatto fa parte del passato, ogni vittoria va festeggiata, ma poi lunedì va dimenticata. Sabato c'è la partita più insidiosa". E le sensazioni, riguardo queste gare, sono le stesse: "Tutti contro di noi si giocano la vita. Una sfida come quella contro la Caivanese si prepara da sola, hai solo un pensiero e sai che devi giocarti tutto senza perdere nulla. Sabato, invece, sai che hai qualcosa da perdere", sottolinea Sarno. "Il Pomigliano è insidioso perché sono ad un passo dalla salvezza e vengono spensierati, se ci affrontano uomo su uomo facciamo la differenza. Ma quando incontri squadre chiuse devi essere bravo e fortunato a sbloccarla subito, per poi farli aprire. Ci aspettiamo un avversario ben messo in campo, che farà una partita in maniera spensierata. Sarebbe stato meglio avere dall'altra parte una squadra più motivata".
Sono sette i punti contro le prime tre, e questo dà ancora più consapevolezza del proprio potenziale: "Ho sempre detto che tutti ad oggi ci eviterebbero, mi eviterei anche io in verità. Sulla gara secca possiamo far male a chiunque. Sono felice perché ogni mio compagno ha acquisito maggiore consapevolezza, maggiore fiducia; c'è una identità ben precisa, sappiamo cosa fare e cosa vogliamo. Affrontarci non è facile per nessuno. Anche quando non ci credeva nessuno ho sempre predicato calma, se arriviamo ai playoff sarà dura per tutti", chiarisce il classe 1988.
Infine, sul momento della carriera che sta vivendo: "C'è un rapporto con lo spogliatoio che va oltre, sono molto passionale. Ho vinto cinque campionati, ho perso anche delle finali, ma la soddisfazione più grande è la responsabilità che sento su ogni ragazzo di questo gruppo. Essere un riferimento fuori e dentro al campo è motivo d'orgoglio, è grazie a questa sensazione che sto facendo bene. L'anno scorso non sentivo più il fuoco, ho smesso per un mese e mezzo. E se adesso sono questo è grazie ai miei compagni di squadra".
Se proprio si deve trovare un rammarico Sarno sull'annata chiarisce: "Non vivo mai di rimpianti, forse avrei voluto qualche freccia in più all'arco. Oggi siamo un po' corti, e sarebbe stato meglio chiudere come eravamo a gennaio e restare competitivi e coperti in tutti i ruoli. Poi il calcio è così: ti imbatti nell'infortunio di Esperimento, di Letizia o di Visciano, e devi fare i conti con queste cose qui. Poi magari, senza queste circostanze, non avremmo avuto questa reazione, questo incrementare le prestazioni nei singoli". Infine, ancora sull'immagine dell'esultanza di Cardito: "Venivo un po' acciaccato tra ginocchio e flessore, non è facile. Ma c'è la passione che mi tiene vivo, la fiammella accesa h24. Qualunque problema quando c'è il fischio accendo il bottone, e dimentico tutto quello che non è campo. Vorrei stare meglio e stiamo lavorando per stare meglio fisicamente, ma se anche da zoppo ho la forza e la voglia di fare tutto questo è per la passione e la fratellanza di questo gruppo". Sui playoff, in conclusione: "Non è mai bello dipendere dagli altri, nello sport come in qualunque situazione della vita. Quando sei padrone del tuo destino è tutta un'altra cosa, si vive di queste partite".
| A cura di Marco De Luise
| Grafiche di Alfredo Russo